blog a cura di Giustina Bonanno

tutte le donne interessate a collaborare possono contattarci mail: bonanno.giustina@gmail.com

venerdì 15 aprile 2016

CONVEGNO DONNE&FUTURO DESENZANO DEL GARDA


PUBBLICAZIONE DONNE & FUTURO Pari Opportunità-Formazione-Lavoro


DONNE & FUTURO progetto 2015-2016

PROGETTO 

DONNE &  FUTURO

NUOVE OPPORTUNITA' PROFESSIONALI AL FEMMINILE
 
Città di  Desenzano del Garda
Commissione per le Pari Opportunità uomo donna
in collaborazione con gli Istituti Superiori del territorio
LICEO BAGATTA - ISTITUTO BAZOLI-POLO -
IPSEOA Caterina de' Medici



PER UNA CULTURA DELLE PARI OPPORTUNITA’
 
Descrizione del Progetto  DONNE & FUTURO

Giustina Bonanno (Coordinamento progetto) 

L’idea di realizzare il Progetto DONNE & FUTURO, Nuove Opportunità Professionali al Femminile, è nata dalla consapevolezza  che sia indispensabile promuovere, a partire dal mondo della Scuola,  una concreta CULTURA DELLE PARI OPPORTUNITA’.  Nelle varie  Conferenze Mondiali delle Donne (Pechino, Messico,  New York, Milano) è stata fortemente evidenziata la necessità di realizzare reti Istituzionali tra i vari Paesi per avviare interventi  strategici volti a promuovere in modo coordinato le Pari Opportunità tra uomini e donne. Per questo sono state individuate specifiche aree di intervento, tra queste ricordiamo in particolare  “la formazione e la cultura della differenza di genere”, “Il lavoro femminile nei suoi rapporti con l’innovazione e le nuove tecnologie” , “la creazione di imprese come sviluppo di start-up innovative al femminile”, “lo sviluppo di nuovi modelli di formazione in grado di raccordarsi maggiormente con il mondo del lavoro”.

Le indicazioni emerse nelle Conferenze Mondiali delle Donne sono state fatte proprie dalla Commissione Europea  che  ha avviato vari Programmi specifici per sostenere le iniziative di Promozione della Cultura delle Pari Opportunità nei vari Paesi dell’Unione Europea. L’obiettivo strategico è quello di sostenere le azioni positive volte a migliorare le Pari Opportunità uomo-donna in tutti i settori : lavoro, formazione, vita quotidiana, salute, economia,.etc.

Il Progetto DONNE &  FUTURO – Nuove Opportunità Professionali al Femminile- , nelle sue varie articolazioni operative, si è posto come finalità prioritaria (in questa sua prima fase)  quella di far conoscere  i complessi rapporti tra “Pari Opportunità (uomo-donna)”,  “Sistema della Formazione” e  “Mondo del Lavoro”.  Una finalità che è stata declinata nei seguenti cinque obiettivi:

-Sensibilizzare gli studenti e le studentesse sui temi delle Pari Opportunità, nelle sue varie interconnessioni con il Mondo del Lavoro e delle professioni;

-Far conoscere le azioni positive sulle Pari Opportunità in modo da rispondere ai bisogni di uomini e donne , giovani e adulti/e  del territorio

-Informare sui rapporti tra Pari Opportunità, Formazione e Lavoro , con un’attenzione particolare alle trasformazioni socio-economiche ed ai forti cambiamenti  determinati dall’avanzare dell’innovazione tecnologica e dai nuovi modelli per  “Fare Impresa”

-Coinvolgere attivamente i giovani del territorio : studentesse e studenti che frequentano gli ultimi anni delle superiori,  giovani donne che lavorano e che si stanno inserendo nel mercato del lavoro

-Far conoscere le Nuove Opportunità Professionali al femminile a partire dai settori economici attuali  con un’attenzione al decennio 2015 - 2025.

 

Il Progetto DONNE & FUTURO ha previsto e di fatto realizzato  azioni positive a carattere territoriale tra cui:

a) Una  Mostra Itinerante  dal tema  DONNE & FUTURO – Nuove opportunità professionali al femminile.articolata nelle seguenti aree:

* Donne  che stanno cambiando il mondo

*Futuro  digitale al femminile

*Biotecnologie  donne e  futuro

*Donne alimentazione e salute  2015 – 2025

*Turismo – cultura – ambiente : il ruolo della donna

*Donne e made in italy  (agroalimentare – moda & design)

*Eccellenze femminili in italia

 

b) Un’iniziativa informativa trasversale  rivolta alle giovani donne e alle studentesse  per discutere e riflettere :

*del proprio futuro professionale-lavorativo

*dei rapporti tra  donne, innovazione e  tecnologie (e del loro sviluppo)

*dei rapporti tra donne e mercato del lavoro

*dei rapporti tra donne e imprese al femminile

*dei rapporti tra orientamento, competenze e nuove professioni

 

c) Una serie di  percorsi  tematici a carattere formativo per presentare :

*le attività svolte da  “Eccellenze Femminili Internazionali”,

*le esperienze di “imprese  innovative al femminile”

*il ruolo di Donne  che sono arrivate  in posizioni di grande responsabilità (Istituzioni, Imprese, Organismi multinazionali)

 

Il Coinvolgimento attivo dei giovani (studenti e studentesse e giovani donne del territorio) ha permesso di evidenziare l’importanza di costruire reti territoriali (Istituzioni, Imprese e mondo del lavoro) per migliorare i percorsi di orientamento alle nuove professioni al femminile e implementare  i modelli di formazione delle competenze per ottimizzare l’inserimento nel mondo del lavoro delle giovani studentesse.

Tutti i materiali  realizzati durante il progetto, inclusi i contributi delle  scuole del territorio, saranno inseriti nell’Ebook Donne&Futuro che sarà disponibile online dopo la chiusura del progetto territoriale. In questa pubblicazione sono stati inseriti alcuni contributi selezionati realizzati nei lavori di gruppo e nelle attività informativo-formative promosse negli Istituti  Superiori:  Liceo Bagatta; Istituto Bazoli-Polo; IPSEOA Caterina De’ Medici ..

 

 












 
 
 
 
 

sabato 11 febbraio 2012

2012 LINEE PROGRAMMATICHE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA’

Estratto                        
AUDIZIONE  COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI SENATO DELLA REPUBBLICA   E
COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI E XI COMMISSIONE LAVORO CAMERA DEI DEPUTATI
LINEE PROGRAMMATICHE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITA’ – Prof. Elsa Fornero

Al fine di comprendere le politiche attive del Governo Monti sulle Pari Opportunità, con particolare attenzione ai rapporti tra Donne, mercato del lavoro e famiglia, riportiamo in estratto parte della relazione del Ministro prof. ELSA FORNERO, presentata in data 24 gennaio 2012 .

Giustina Bonanno,  Lucrezia GuaitaDiani  

Ministero  del Lavoro e delle Politiche Sociali
relazione del Ministro prof. ELSA FORNERO, presentata a Roma in data 24 gennaio 2012 .

1.      Premessa
L’adozione di una strategia nazionale in materia di affermazione dei diritti, promozione del principio delle pari opportunità e prevenzione, contrasto, rimozione delle discriminazioni costituisce un ambito di primaria rilevanza e di sicura priorità del mio Ministero e del nostro Governo.

Occorre in tal senso dare una piena attuazione alle politiche nazionali e al contemporaneo rispetto degli obblighi internazionali ed europei, attraverso l’utilizzo efficiente di tutte le risorse disponibili per le politiche di pari opportunità.

Nello specifico, pur nel contesto di rigore finanziario e di risparmi di spesa di questa difficile fase di ciclo, tale strategia necessita di un adeguato presidio, atto a garantire che nei bilanci pubblici le risorse destinate alle politiche sociali in generale, e alle tematiche della parità in particolare, non siano completamente sacrificate dalle misure anti-crisi. Soprattutto, occorre grande responsabilità nel far sì che tali risorse trovino un valore aggiunto nella efficiente sinergia con l'ingente insieme di finanziamenti provenienti dal livello europeo.

L’attuale quadro normativo nazionale è stato progressivamente strutturato soprattutto in riferimento agli adempimenti internazionali assunti dall’Italia rispetto all’attuazione di direttive, convenzioni e raccomandazioni comunitarie ed internazionali.
(…………)

Non mi sarà possibile effettuare una disamina completa di tutte le aree di discriminazione e, di conseguenza, di tutti gli interventi effettuati e programmati: stiamo tuttora lavorando per individuare priorità, ma anche per mantenere la continuità con le migliori pratiche già intraprese.

In ogni modo, vi garantisco la mia disponibilità a tornare, in un’ottica di ascolto e non solo di “relazione”, in questa sede. Nel merito dei nostri programmi, vi ribadisco altresì che cercherò la migliore e massima continuità con le iniziative già avviate nel passato, riconoscendo il denominatore comune con i miei predecessori in una idea di società fondata sui diritti di genere, razza, religione, età, diversa abilità, orientamento sessuale: apprezzo e condivido il già affermato approccio di interpretazione unitaria e progettuale delle politiche che le diverse strutture che concorrono alla loro definizione hanno adottato. Vorrei quindi ringraziare in questa occasione il Dipartimento per le Pari Opportunità e gli Uffici della Consigliera Nazionale di Parità per il lavoro svolto e in corso.
(………….)

6. Politiche di sostegno al lavoro delle donne, all’imprenditoria femminile e all’assunzione delle donne e dei giovani
Vorrei ora affrontare, a questo punto della mia presentazione, il tema dei diritti sociali e delle libertà positive che sono ad essi correlate.

Il secondo Rapporto sull’imprenditoria femminile, promosso dal Dipartimento per le pari opportunità insieme con il Ministero per lo Sviluppo economico e a Unioncamere, presentato a gennaio 2011, ha evidenziato che le imprese femminili sono cresciute in termini di stock, dal 2003 al 2008, dell’8,7% e rappresentano circa il 23% del totale delle imprese. In valore assoluto le imprese femminili sono oltre un milione e quattrocentomila, un numero di per sé significativo se si considera che è diffuso in maniera omogenea sull’intero territorio nazionale, anche se con intensità diverse tra regione e regione.

In tale quadro, intendiamo strutturare azioni che abbiano come obiettivo quello di contribuire alla crescita delle imprese femminili e favorirne l’accesso al credito in un momento di generale difficoltà del sistema economico nazionale e di elevata criticità per le donne ad inserirsi nel mercato del lavoro e ad accedere a finanziamenti bancari. Gli obiettivi che ci poniamo sono i seguenti:

1. attivare, con il coinvolgimento del sistema bancario, uno strumento agevolativo per l’imprenditoria femminile che sfrutti l’effetto moltiplicatore tipico dei fondi di garanzia associato a finanziamenti in conto interessi o con modalità agevolative di altro tipo;
2. sostenere le attività regionali in favore dell’imprenditoria femminile;
3. eliminare le discriminazioni nell’accesso al credito. Le donne hanno un accesso al credito più difficoltoso e pagano tassi di interesse più alti, e ciò indipendentemente dalle loro capacità di ripagare il debito.
Vorrei altresì ricordare in questa sede che tra gli interventi varati con il decreto “Salva Italia” si sono previste agevolazioni fiscali nei confronti di chi assume a tempo indeterminato personale femminile e giovani al di sotto dei trentacinque anni di età, con particolare riferimento alle assunzioni in meridione. Sono stati inoltre appostati fondi a valere sul prossimo triennio per incentivare l’occupazione giovanile e femminile. Il decreto “Cresci Italia” ha inoltre previsto la possibilità di costituire una società semplificata con contratto o atto unilaterale da parte di persone con meno di trentacinque anni e a fronte di un capitale sociale non inferiore ad un euro.
La scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro è un fattore cruciale di debolezza del nostro sistema: in Italia, l’occupazione femminile è più bassa che in quasi tutti i paesi europei soprattutto nelle posizioni più elevate e per le donne con figli. Nella consapevolezza che il tempo di cura della casa, dei bambini, di adulti malati, di disabili o di anziani a carico delle donne resta in Italia più elevato che negli altri paesi, e che la mancanza di servizi di supporto (e il loro costo elevato) nelle attività di cura, rappresenta un ostacolo per il lavoro a tempo pieno per migliaia di donne che lavorano part time e per l’ingresso nel mercato del lavoro di altrettante, sarà mio impegno garantire maggiori servizi e una organizzazione del lavoro tali da consentire ai genitori una migliore assistenza dei propri figli, senza per questo interrompere necessariamente l’orario di lavoro.
In questo quadro il ruolo di coordinamento del Dipartimento per le Pari opportunità sarà rafforzato e si orienterà verso azioni che dovranno garantire una diffusione equilibrata, su tutto il territorio nazionale, dei servizi per la conciliazione per evitare fuoriuscite dal mercato del lavoro delle giovani madri, anche con sussidi monetari per la frequentazione di asili nido, per incoraggiare le donne disoccupate alla ricerca attiva di lavoro e, soprattutto, creare nuove e qualificate opportunità di lavoro nel settore della cura delle persone e dei servizi per la famiglia e la comunità.

Sempre in materia di occupazione femminile, l’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità è impegnato a sviluppare ed incrementare i provvedimenti adottati in sede comunitaria per promuovere attività di informazione e formazione, coerentemente con i piani strategici “Europa 2020” e “Italia 2020”. E’ a regime l’Osservatorio sulla Contrattazione decentrata e una Banca dati sull’attività giudiziale e stragiudiziale che attua un monitoraggio costante su tutta l’attività di conciliazione e di contrasto alle discriminazioni, supportata da un’assistenza di carattere giuridico. Nell’ambito dell’Osservatorio , una parte fondamentale è dedicata alla possibile applicazione del salario di produttività inteso come strumento di flessibilità, utile alla conciliazione vita/lavoro. Il razionale di questo processo è la valorizzazione della flessibilità concertata, mentre l’idea cardine è quella di fare leva su strumenti alternativi di sostegno al reddito per creare un modello innovativo e complementare ai sistemi di remunerazione più tradizionali. Ricordo infine la Carta delle pari opportunità e uguaglianza promossa da tutte le consigliere di parità e sottoscritta da numerose parti sociali ed aziende.  
7. Politiche per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro
La conciliazione tra tempi di vita e di lavoro rappresenta senza dubbio una delle politiche che meglio coniuga le diverse competenze del mio mandato e mi consente di affrontare, e di riprendere in maniera unitaria, la questione dell’occupazione femminile e quella del lavoro di cura familiare, delle responsabilità personali e di quelle professionali, troppo spesso vissute come antitetiche.
(………………)

In questo quadro si inseriscono le iniziative che intendo assumere a breve per sviluppare ancor di più le politiche di conciliazione (e condivisione) dei tempi di cura e di lavoro e per avviarne di nuove. Il ruolo di coordinamento del Dipartimento per le Pari opportunità sarà rafforzato e si orienterà verso azioni che dovranno garantire una diffusione equilibrata, su tutto il territorio nazionale, dei servizi per la conciliazione per evitare fuoriuscite dal mercato del lavoro delle giovani madri, per incoraggiare le donne disoccupate alla ricerca attiva di lavoro e, soprattutto, creare nuove e qualificate opportunità di lavoro nel settore della cura delle persone e dei servizi per la famiglia e la comunità.
(…………………..)
Nell’ambito del Piano Italia 2020 per l’occupabilità, è stato sottoscritto l’Avviso comune 8 marzo 2011 con le parti sociali per individuare e condividere una serie di strumenti utili nell’ambito del mercato del lavoro, per favorire la flessibilità lavoro/famiglia e quindi la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Essendo necessario incentivare procedure e prassi virtuose legate alle relazioni industriali attraverso la sperimentazione di strumenti flessibili per sostenere le donne nel mercato del lavoro. In tal modo la promozione della flessibilità organizzativa può tradursi in maggiore e miglior bilanciamento tra tempi di vita e di lavoro e può consentire alle aziende, ai lavoratori e alle lavoratrici, di essere maggiormente produttivi e di concorrere così al buon andamento dell’impresa. Un tema che mi sembra innovativo e paritetico attiene infine all’incentivo al congedo parentale anche maschile, in una corretta divisione degli oneri e della curatela dei figli all’interno della coppia.
(……………………)

8. Prevenzione, salute, sicurezza e vigilanza
Il recente Testo Unico in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro consente di garantire interventi appropriati che realizzino le condizioni per l’equità di genere, ambito fortemente trascurato dalla legislazione previgente. E’ stata introdotta nell’ambito della valutazione dei rischi lavorativi una necessaria attenzione al genere: la valutazione della diversità è divenuta un obbligo rivalutando in particolare la ricerca scientifica e la discussione sul tema della differenza di genere e sulla loro incidenza nel campo della salute nel suo complesso e nel lavoro come fattore derivato.
(………………………..)
In particolare, gli Uffici della Consigliera nazionale di parità hanno attivato un tavolo con le parti sociali e le organizzazioni del volontariato per sviluppare politiche attive a tutela dei lavoratori e lavoratrici affette da patologie oncologiche e invalidanti. Si sono in tal senso già realizzate attività sia di impatto contrattuale, sia sui luoghi di lavoro.
(………………………..)
Per quanto concerne il profilo della tutela delle lavoratrici madri, ricordo che su tale tematica è costantemente concentrata l’attività ispettiva degli Uffici territoriali, con particolare attenzione al fenomeno delle dimissioni della lavoratrice madre/lavoratore padre. Tali dimissioni devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro, competente per territorio nel periodo di vigenza del divieto di licenziamento, ossia nell’arco temporale compreso tra l’inizio della gravidanza ed il compimento del primo anno di vita del bambino.

Un tema a cui tengo moltissimo, che inserisco in chiusura ma che ritengo di grande importanza, e pertanto vorrei ribadire come prioritario nell’azione del Ministero, è relativo alle cosiddette dimissioni in bianco, in un’ottica di affermazione della libertà contro ogni forma di soggezione e costrizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Vogliamo riprendere questo tema per arrivare ad una regolamentazione che , in modo corretto ed efficace disincentivi e contrasti l’uso di questa pratica purtroppo ancora diffusa su tutto il territorio nazionale.
(fine)

NISTRO DEL LAVOR

donne e lavoro: la normativa europea sulle pari opportunità

EUROPA E PARI OPPORTUNITA’
L'evoluzione delle normative europee
DONNE, LAVORO E FAMIGLIA


gruppo di lavoro europa-pariopportunità desenzano del garda bs
contatti:   bonanno.giustina@gmail.com 

Giustina Bonanno
Lucrezia Guaita Diani 

(1957) 
Nella prima fase di vita della Comunità Europea le politiche di parità erano ricondotte all'articolo 141 del Trattato di Roma del 1957 che richiede una eguale retribuzione tra lavoratori uomini e donne.

Nel 1984
l'istituzione di una Commissione per i diritti della donna e l'attribuzione di competenze per le pari opportunità al Commissario responsabile del lavoro e degli affari sociali nell'organo che ha assunto il ruolo di "governo" nella Comunità Europea.
I primi tre programmi d'azione comunitaria a medio termine per la parità di opportunità per donne e uomini sono relativi agli anni 1982-1985;1986-1990 e 1991-1995.

1992   Il Trattato di Maastricht
comprende un accordo sulle politiche sociali che regolamenta le pari opportunità nel mercato del lavoro e nel trattamento dei lavoratori: l'Europa ha stabilito dei requisiti minimi, lasciando agli Stati facoltà di adottare misure complementari positive nei confronti delle donne.

Nel 1995,
 anche in seguito alla Quarta Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, svoltasi a Pechino, l'Unione Europea assume la prospettiva del mainstreaming della dimensione di genere. Mainstreaming significa letteralmente entrare nella corrente principale: ciò significa che il principio delle pari opportunità dovrà essere integrato in tutte le politiche e azioni comunitarie e che tutte le decisioni dovranno essere valutate anche nel loro impatto differenziato sulla vita delle donne e degli uomini.


1999    Il Trattato di Amsterdam
rafforza notevolmente la base giuridica della parità tra uomini e donne. In particolare gli articoli 2 e 3 sanciscono che l'Unione ha tra i propri compiti l'eliminazione delle inuguaglianze e la promozione della parità.

 (1996)
 La comunicazione della Commissione Europea numero 67 del 21/2/1996 indica in particolare i settori chiave nei quali la legislazione e l'insieme delle azioni comunitarie devono sistematicamente prendere in considerazione le differenze tra le condizioni, le situazioni e le esigenze delle donne e degli uomini: occupazione e mercato del lavoro, per garantire sia la parità di accesso sia la conciliazione tra vita familiare e professionale; piccola impresa e impresa familiare, con misure di flessibilità, qualificazione e accesso al credito; istruzione, formazione e gioventù; diritti delle persone, come sicurezza e tutela dalle violenze; cooperazione allo sviluppo; ricerca e scienza; informazione. 

(1996-2000)  
Il Quarto programma d'azione per la parità delle opportunità (1996-2000) si basa essenzialmente sul principio del mainstreaming.

(2001-2005)   
La Strategia Quadro Comunitaria per l'uguaglianza tra uomini e donne 2001-2005 si pone l'obiettivo della parità tra i sessi in tutte le politiche che esercitano un impatto diretto o indiretto sulla vita degli uomini e delle donne. La strategia si fonda su un duplice binario: rendere operativo e consolidare l'approccio di integrazione delle politiche comunitarie, e stimolare azioni specifiche a favore delle donne, al fine di eliminare il persistere di determinate disparità.
Il Quinto programma d'azione 2001-2005 ha affrontato cinque settori d'intervento:

1.  Vita economica: pari opportunità di occupazione e di carriera, superamento delle segregazioni, possibilità di conciliazione tra lavoro e vita familiare;
2.  Partecipazione e rappresentanza, in particolare riequilibrio tra donne e uomini nei processi decisionali;
3.  Accesso e godimento dei diritti sociali;
4.  Vita civile, ovvero promozione e garanzia dei diritti, lotta alle discriminazioni e alle violenze;
5.  Evoluzione dei ruoli e superamento degli stereotipi soprattutto nell'istruzione, nell'informazione, nella cultura, nella scienza.

(2006-2010)
L’Europa individua  sei settori di intervento prioritari per le politiche di genere per il periodo 2006-2010:

·    realizzare un'uguale indipendenza economica tra uomini e donne, attraverso l'obiettivo di occupazione femminile fissato dal Consiglio Europeo di Lisbona nel 2000 (ovvero il 60% nel 2010, che è stato quasi raggiunto, dato che nonostante la crisi il tasso registrato a fine 2010 nell’Europa allargata a 27 paesi è stato il 58,6%), la riduzione del gap salariale e della segregazione professionale tra uomini e donne, l'accesso delle lavoratrici e delle imprenditrici ai finanziamenti e alla formazione, una tutela previdenziale e sanitaria adeguata;

·    migliorare la conciliazione tra vita lavorativa e vita privata: condizioni e orari di lavoro più flessibili, migliori servizi di cura, maggiore responsabilizzazione dei maschi nella vita familiare;

·    promuovere l'uguale partecipazione di uomini e donne nei luoghi decisionali e nelle funzioni dirigenziali soprattutto negli apparti pubblici e nella ricerca;

·    combattere la violenza basata su ragioni di genere e la tratta di esseri umani;

·    eliminare gli stereotipi di genere presenti nella società, a partire dall'educazione e dalla cultura;

·    promuovere l'uguaglianza di genere al di fuori dell'Unione Europea, applicando negli accordi di cooperazione e richiedendo ai paesi terzi di attuare i principi riconosciuti dagli organismi internazionali.
(2007)
Anche la celebrazione nel 2007 dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, con l'intento di sensibilizzare la società sulle discriminazioni e sul valore positivo della diversità, pur inserendo le tematiche di genere in un contesto più generale di riconoscimento delle differenze, ha contribuito a lanciare messaggi ai popoli e soprattutto ai governi sul molto lavoro che resta da fare per assicurare una vera parità

(2010-2015)
Nel settembre 2010, la Commissione europea ha adottato la nuova strategia quinquennale per la promozione della parità tra uomini e donne (2010-2015) , che traduce in azioni i principi definiti dalla Carta delle donne approvata all’inizio del 2010.

La strategia sulla parità di genere adottata dalla Commissione europea prevede una serie di misure basate su cinque priorità: l’economia e il mercato del lavoro, la parità salariale, la parità nei posti di responsabilità, la lotta contro la violenza di genere e la promozione della parità all’esterno dell’Ue.
Queste misure consistono:

- nell’attirare più donne nel mercato del lavoro e nel contribuire a realizzare l’obiettivo di un tasso di occupazione complessivo del 75% per uomini e donne fissato nella strategia Europa 2020 ;

- nel proporre iniziative mirate affinché più donne occupino posti di responsabilità nel settore economico;

- nel promuovere l’imprenditorialità femminile e il lavoro autonomo;

- nell’istituire una Giornata europea per la parità salariale, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che in Europa le donne continuano a guadagnare in media circa il 18% in meno degli uomini;

- nel collaborare con tutti gli Stati membri per combattere la violenza contro le donne, e specialmente per sradicare le pratiche di mutilazione genitale femminile in Europa e nel mondo.

Per Viviane Reding, (Commissaria per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza e vicepresidente della Commissione europea), l’Europa può ancora dare l’esempio per quanto riguarda la parità di genere, come quando ha inserito il principio della parità salariale per uno stesso lavoro nel trattato di Roma del 1957. “Oggi possiamo fare la stessa cosa per quanto riguarda la partecipazione delle donne al processo decisionale e la lotta contro la violenza di genere”.








domenica 29 gennaio 2012

Lettera aperta alla Prof.ssa Elsa Fornero Ministro del Lavoro su Donne Lavoro e Pari Opportunità

Giornale di Brescia - Ancora lungo il cammino verso la parità - gennaio 2012 (Giustina Bonanno)

Lettera al Direttore del GIORNALE DI BRESCIA
Desenzano del Garda (brescia) 27 gennaio 2012
Pari opportunità e lavoro : le donne come risorse per l’economia e la società
Gent  Direttore del Giornale di Brescia
Come donna impegnata da tempo nell’associazionismo,   sento la necessità di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni , sul tema delle pari opportunità ed in particolare sul problema dell’inserimento lavorativo delle donne.
In questo momento di grande difficoltà economica per le famiglie, le donne  sono costrette molte volte a subire una duplice penalizzazione dovuta,  sia all’aumento dei processi di espulsione delle donne dal mercato del lavoro, sia al costante aggravamento  delle condizioni di vita delle famiglie.   Pensiamo alle donne over 45 anni che in questo momento di crisi, dopo essere state  espulse dal mercato del lavoro, non hanno quasi più nessuna possibilità di reinserirsi e svolgere un’attività lavorativa. Pensiamo alle giovani diplomate e laureate che fanno sempre più fatica a trovare un’opportunità di lavoro per poter successivamente costruirsi una famiglia. Pensiamo a tutte quelle forme di precariato che impediscono di conciliare il lavoro e la vita familiare. Pensiamo a tutte le donne che purtroppo, date le rigidità del mercato del lavoro, per poter seguire i bambini o gli anziani della famiglia,  sono state costrette a lasciare il posto di lavoro.
Personalmente ritengo che sia sempre più urgente promuovere  una serie di  interventi , con caratteristiche fortemente territoriali, per sostenere tutte le  donne che  intendono rimettersi in gioco e  progettare  nuovi percorsi per entrare nel mercato del lavoro.  Come sta avvenendo  in altre parti d’Europa (Francia, Spagna, Germania) è necessario che anche in Italia , con  l’aiuto delle  varie Regioni, si promuovano iniziative sulle pari opportunità, veramente innovative, con forme  sperimentali per l’orientamento al lavoro, per la creazione d’imprese al femminile e l’accesso al credito per le donne.
L’esperienza francese di progettualità diffusa sulle pari opportunità (amministrazioni locali, banche locali e privato sociale)  ha permesso in breve tempo di coinvolgere attivamente molte donne disoccupate e inoccupate, per iniziative innovative  di orientamento al lavoro e percorsi di creazione d’imprese al femminile. In alcune città come Montpellier, Besançon e Lione, attraverso un forte abbattimento dei vincoli burocratici per le imprese, un’appropriate strategia di microcredito e  una visione “internazionale” , sono state  create molte innovative piccole imprese , microimprese e cooperative in vari settori come quelli dell’artigianato di qualità, del turismo ambientale e culturale, delle nuove tecnologie e  applicazioni informatico-multimediali.  Sono stati creati molti nuovi posti di lavoro per giovani donne laureate, donne disoccupate diplomate  e inoccupate ex casalinghe. In particolare sono stati creati posti di lavoro capaci di permettere di conciliare la vita familiare ed il lavoro femminile (telelavoro, part-time,  innovativi modelli organizzativi di gestione del tempo di lavoro).
In base alla mia modesta esperienza, credo  sia oramai indispensabile che tutte le autorità pubbliche,  istituzionali,  economico-finanziarie  e sociali si impegnino a promuovere localmente vere e concrete iniziative  sulle pari opportunità, finalizzate a promuovere il lavoro al femminile. In questo modo  sarà possibile  contribuire ad aiutare le famiglie a superare questo grave momento di crisi economica e sociale. 
Personalmente ho partecipato alla elaborazione  del “Progetto Penelope”  presentato al Ministero  del Lavoro e della Previdenza Sociale, come progetto territoriale di azioni positive  legge 125 (prov.di Brescia area  Lago di Garda), per avviare iniziative  finalizzate all’inserimento e/o reinserimento lavorativo di donne. Il progetto vede come capofila il MOICA Brescia (Movimento Italiano Casalinghe  Onlus) , la partecipazione del Comune di Desenzano del Garda e varie cooperative del territorio.
L’obiettivo principale del Progetto Penelope è infatti quello di sviluppare a livello locale (Lago di Garda parte bresciana) una serie di percorsi  di  accompagnamento delle donne alla creazione di imprese  al femminile : microimprese, cooperative e cooperative sociali
Sono dell’avviso che anche nel nostro paese sarebbe importante dare avvio ad un vero e proprio programma multi regionale per le pari opportunità centrato sulla creazione di imprese al femminile,  sostenuto da interventi locali di microcredito, abbassamento delle rigidità burocratiche per le microimprese  e azioni di orientamento personalizzato per la gestione di piccole imprese al femminile.
In chiusura mi sembra corretto rivolgermi alla prof.ssa  Elsa Fornero, nuovo Ministro del Lavoro, che sappiamo essere molto attenta ai temi delle pari opportunità, per chiederle di inserire tra gli obiettivi per lo sviluppo, una proposta forte e concreta sui temi del lavoro delle donne, sul  microcredito per la creazione di imprese al femminile e sulla  “semplificazione” e “sburocratizzazione” per la gestione delle piccole imprese.
In questo modo si potrebbe  avviare un percorso virtuoso per conciliare lavoro femminile, innovazione e famiglia, come indicato dai vari “Programmi-Obiettivo” dell’Unione Europea.
 Giustina Bonanno
Gruppo di Lavoro “Europa-Pari Opportunità”
Desenzano-Brescia